 |
TAIJI TU
Il Simbolo del TAO (DAO)
|
 |
Le parole non possono che esprimere un singolo pensiero per volta e se proviamo ad applicarle al concetto di TAO (DAO) risultano ancora meno adeguate per esprimerne la profondità e la potenza; come ricorda Lao Tzu:
La Via che uno enuncia, Non è la Via.
Il nome che uno pronuncia, Non è il Nome.
Per questo, secoli orsono, è stato creato il SIMBOLO del TAIJI o più comunemente noto come il simbolo del TAO (DAO) o dello Yin-Yang.
La sua semplicità è disarmante, ma la sua ricchezza i significato è così potente da far risuonare tutti i molteplici strati dell’intelletto e dello spirito umano. La sua capacità espressiva è così profonda che da solo, questo simbolo, può riassumere pressoché l’intera filosofia Taoista e molta parte della cultura e del pensiero Cinese che ha dato origine alla Medicina Tradizionale Cinese (MTC), alle Arti Marziali, al Feng Shui ed ad infinite altre arti ancora.
Il simbolo del Taiji è capace di rispondere semplicemente a domande semplici e in modo complesso a domande più complesse.
Fermiamoci ad osservarlo, in silenzio, e la risposta arriva.
Certo non è l'oracolo, ma riuscirà a portarci verso il Centro e quando siamo sul nostro centro, troveremo le nostre risposte.
Osservandone la forma, subito si nota la sua circolarità; richiama l'orizzonte e si lega al CIELO (TIAN), la prima delle Tre Potenze (SAN CAI) e per estensione, a ciò che è sottile, spirituale e divino.
Allo stesso tempo, la sua circolarità è il simbolo di ciò che è CICLICO e ripetitivo; il Taiji non ha inizio né fine, né direzione né orientamento (come nella Pratica del Taiji Quan, le tecniche non hanno fine o inizio, la fine di una è già l’inizio della successiva e spesso, le forme iniziano e finiscono nella stesso punto proprio per specificare questa idea del ritorno, del ciclo senza fine).
Nel Buddismo Zen, ad esempio, il cerchio indica l'illuminazione, la perfezione dell'uomo in sintonia con il principio originario. Spesso, dei cerchi disegnati concentricamente raffigurano l'intera tappa del perfezionamento interiore, l'acquisizione dell’armonia dello spirito (Vedi Parabola del Bue).
|

|
Allontanandosi dal centro, tutto si divide e si moltiplica,
al centro tutto coesiste ed è contenuto in un punto,
l'unità, la perfezione.
|
La sua circolarità non si ferma però nelle due dimensioni, ma si estende anche nello spazio.
Il Simbolo del Taiji è sferico, come lo sono il Sole e la Luna, come tutti i pianeti e le stelle (nell'astronomia tradizionale un cerchio con il centro segnato è il simbolo del sole, in alchimia è il simbolo del metallo analogo, l'oro). La sfera è dunque l'evoluzione diretta del cerchio verso la completezza e la totalità, fornisce a quest'ultimo un volume, una consistenza, la terza dimensione, la superficie sulla quale l'uomo rappresenta il tempo e l'eterno riprodursi di tutte le cose.
Osserviamo ora le sue due componenti: una zona più chiara, che chiameremo YANG, sale; mentre l’altra, più scura, che chiameremo YIN, scende. Una è dunque più leggera e l’altra più pesante.
Lo Yang e lo Yin sono come due carpe che si inseguono in uno stagno circolare, non è possibile capire chi è l’inseguitore e chi l’inseguito; i due principi si fondono l’un l’atro senza che nessuno dei due perda la sua identità. Come il giorno e la notte, la luce e l'ombra, l’alto e il basso, uno non esiste senza l'altro.
|
Compatto e sottile si formano l'uno dall'altro
Alto e basso si girano uno verso l'altro.
Ognuno nel mondo decide il Bello,
Ed ecco venire il Brutto.
Ognuno nel mondo decide il Bene,
Ed ecco venire il Male.
- Capitolo Due del Tao Te King.
|

|
E’ importante ricordare che se lo Yang sale deve avere per forza la sua origine in basso e, se lo Yin scende, deve avere per forza la sua origine in alto.
Osservando bene il Simbolo del Taiji, notiamo quindi, i due cerchi più piccoli, gli occhi delle due Carpe nello stagno: uno chiaro (LAO YANG, Vecchio Yang, Antico Yang) in campo scuro sta in basso nel cuore dello Yin ed uno scuro (LAO YIN, Vecchio Yin, Antico Yin) in campo chiaro sta in alto, nel cuore dello Yang; essi confermano questa asserzione.
La radice dello Yin è nel cuore della massima espansione dello Yang e viceversa.
E’ come se la radice dello Yin sostenesse la capacità di evolvere e di espandersi dello Yang, fa si che raggiunga la sua sublimazione, senza che quest'ultimo, lo Yang, pervenga alla sua distruzione, ma mantenga la capacità di ritornare alle sue radici ("il movimento del DAO è il ritorno").
Nello stesso tempo la radice dello Yang controlla che la prerogativa dello Yin di concentrarsi non lo porti al collasso, ma bensì diventi la spinta del proprio incremento.
Non meno importante, è la linea curva che divide e identifica le due forze, le due Carpe: la sua forma esprime un movimento, un onda; richiama la potenza dell’oceano, il flusso e il riflusso delle onde sulla spiaggia, la pulsazione (TAI SU) che pervade l’Universo dall’inizio dei tempi.
Grazie ad essa, lo Yang e lo Yin sono messi in movimento, in rotazione attorno al centro dove la linea cambia la sua curva, il punto di massima forza (come nelle arti marziali interne, Taiji Quan, Xing Yi Quan o Ba Gua Zhang, lo studente impara a percepire, mantenere ed espandere il proprio centro in modo che sia l’origine e la fine di ogni movimento e possa guidarlo nell’uso della forza a spirale che ha il suo massimo proprio nel cambio di direzione.).
Tutto questo e molto altro ancora è racchiuso nel Simbolo del TAIJI, ad ogni praticante è lasciato il compito di trarne sempre nuove ispirazioni; auguri…
Ringrazio il Maestro di Dao Yin Qi Gong Paolo Raccagni, i cui insegnamenti ed il cui Articolo “Considerazioni sul simbolo TAI JI” ha ispirato questo testo. Sito Web: www.lalunanellago.net